Unilever archivia il terzo trimestre 2026 con una crescita sostenuta dai volumi e dai principali marchi del portafoglio. Le vendite sottostanti aumentano del 5,2%, con un contributo del 2,9% dai volumi e del 2,3% dai prezzi. Il fatturato raggiunge 13,3 miliardi di euro, in crescita del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie alla performance operativa, al contributo delle acquisizioni nette e all’effetto favorevole dei cambi.
I Power Brands confermano il proprio ruolo di motore della crescita, con un incremento delle vendite sottostanti del 5,8% e dei volumi del 3,3%. A sostenere i risultati è soprattutto il comparto HPC (Home, Personal Care), con performance positive nei segmenti Bellezza e benessere, Cura della persona e Cura della casa.
“Abbiamo registrato un altro trimestre di crescita competitiva, trainata da volumi di vendita costantemente elevati e da un aumento dei prezzi per compensare l’impatto dell’aumento dei costi delle materie prime – commenta Fernando Fernandez, Amministratore delegato Unilever. I nostri marchi principali hanno continuato a guidare le performance, con una forte crescita nei settori Cura della casa, Cura della persona e Bellezza e benessere“.
Home Care in testa, Beauty e PC consolidano la crescita
Il cura casa è il comparto con la performance più dinamica nel trimestre: le vendite crescono del 9,1%, con volumi in aumento del 5,4% e prezzi del 3,6%. Il lavaggio dei tessuti registra una crescita a doppia cifra, mentre i segmenti Casa e Igiene e ammorbidenti avanzano a una cifra media. A livello geografico, il risultato è sostenuto soprattutto da Asia Pacifico, Africa e America Latina, con India e Brasile tra i mercati più performanti.
Emergenti in forte crescita, Europa in flessione
Sul piano geografico, i mercati emergenti si confermano il principale motore di sviluppo, con vendite sottostanti in aumento del 9,5% e volumi a +6%. La crescita è diffusa, con incrementi a doppia cifra in India, Turchia, Vietnam e Pakistan e risultati a una cifra elevata in America Latina, Indonesia e Sud-Est asiatico.
I mercati sviluppati registrano invece una flessione dello 0,9%, con volumi a -1,7% e prezzi a -0,7%. Il Nord America chiude a -0,7%, pur continuando a guadagnare quote di volume, grazie alla tenuta di Beauty e Personal Care a fronte della debolezza di Wellbeing e Food. In Europa le vendite sottostanti diminuiscono dell’1,7%, in un mercato descritto dal gruppo come debole.
“I mercati emergenti sono stati ancora una volta un fattore chiave, con una crescita generalizzata in tutti i mercati, guidata dall’India e da una continua solidità in America Latina e nel Sud-Est asiatico – sottolinea Fernandez. Le performance nei mercati sviluppati hanno rispecchiato un confronto più difficile con l’anno precedente e una performance più debole nel settore alimentare“.
Unilever alza le previsioni sui volumi 2026
Dopo i risultati dei primi nove mesi, la multinazionale ha aggiornato le proprie attese per l’intero esercizio. Il gruppo conferma una crescita delle vendite sottostanti compresa tra il 4% e il 6%, in linea con il range pluriennale, e prevede un modesto miglioramento del margine operativo sottostante rispetto al 20% del 2025.
La stima sulla crescita dei volumi viene invece rivista al rialzo: Unilever prevede ora un incremento di almeno il 3% nel 2026, mentre la crescita delle vendite sottostanti nella seconda metà dell’anno dovrebbe attestarsi intorno al 5%.