Uomo pulisce il tavolo con panno e spray, copertina report KPI Detergents Europe su pulizia sostenibile

Detergents Europe: emissioni in calo, resta la sfida dei rifiuti

Il KPI Report 2026 della Charter for Sustainable Cleaning conferma i progressi ambientali. Nel 2025 la plastica riciclata nel packaging ha raggiunto il 35,2%
Uomo pulisce il tavolo con panno e spray, copertina report KPI Detergents Europe su pulizia sostenibile

Emissioni in calo, packaging sempre più circolare, pressioni sulla gestione dei rifiuti. Il KPI Performance Report 2026 della Charter for Sustainable Cleaning, appena pubblicato da Detergents Europe, conferma i progressi ambientali dell’industria europea dei detergenti attraverso i dati relativi al 2025.

Le emissioni di CO₂ per tonnellata di produzione sono diminuite del 71% rispetto al 2005, mentre la quota di plastica riciclata negli imballaggi ha raggiunto il 35,2%. Un quadro positivo, che evidenzia tuttavia anche un aumento dei rifiuti generati nei processi produttivi.

Il documento mette a confronto i risultati del 2025 con quelli raccolti nell’arco di oltre vent’anni. Il rapporto si basa sui dati comunicati dai membri ordinari della Charter e sottoposti a verifiche esterne. L’iniziativa conta circa 170 aderenti, tra produttori, distributori e retailer, e copre gran parte del mercato europeo dei detergenti e dei prodotti per la pulizia. Tra questi anche Bolton, Deco Industrie, Colgate-Palmolive, In.Chi.Pla, Henkel, Esselunga, dm, McBride, Sutter, Bennet, Finiper, Lidl.

CO₂ ed energia, il miglioramento continua

Il dato più significativo riguarda le emissioni di anidride carbonica per tonnellata di produzione, scese a 23 kg nel 2025, contro gli 81 kg del 2005. La riduzione complessiva raggiunge così il 71%, confermando il percorso di decarbonizzazione avviato dalle aziende aderenti.

Anche l’efficienza energetica mantiene livelli elevati. Il consumo di energia rimane sostanzialmente in linea con il minimo storico registrato nel 2024. Rispetto al 2005, il miglioramento raggiunge il 56%. Secondo il report, questi risultati riflettono la continuità delle misure di efficienza operativa adottate dai partecipanti. La riduzione delle emissioni, precisa inoltre Detergents Europe, dipende anche dal mix delle fonti utilizzate per la produzione di energia.

Aumenta la plastica riciclata

Un altro avanzamento significativo riguarda la composizione degli imballaggi. Nel 2025 la quota di plastica riciclata utilizzata nel packaging dai membri della Charter sale al 35%, rispetto al 27% dell’anno precedente. Un incremento di otto punti percentuali che testimonia il progressivo impegno delle aziende nel ridurre il ricorso a materia prima vergine e favorire la circolarità dei materiali. Resta elevata anche la percentuale di imballaggi in plastica riciclabili, riutilizzabili o compostabili, che raggiunge l’89% del volume complessivo.

La maggiore attenzione alla componente riciclata non si traduce, tuttavia, in una riduzione generalizzata dei materiali impiegati. La quantità complessiva di packaging per tonnellata di produzione sale infatti a 105 kg nel 2025, contro i 103 kg del 2024.

Acqua, consumi stabili

Sul fronte delle risorse idriche, i consumi rimangono sostanzialmente invariati nel confronto con il 2024. Il dato conferma il controllo dei prelievi da parte delle aziende aderenti e si inserisce in una tendenza di lungo periodo positiva. Detergents Europe invita comunque a interpretare questo indicatore tenendo conto della composizione dei prodotti realizzati, un fattore che può influenzare i livelli di consumo idrico dei singoli stabilimenti.

Rifiuti, un indicatore in controtendenza

Più complesso il quadro relativo alla produzione di rifiuti, che rappresenta uno degli aspetti meno favorevoli emersi dal monitoraggio. Nel 2025 il volume generato raggiunge 18 kg per tonnellata di produzione, in aumento rispetto ai 16 kg del 2024. Il dato comprende anche i rifiuti pericolosi conferiti fuori sito e, come precisa il report, può essere influenzato da eventi straordinari, tra cui la chiusura degli stabilimenti e le relative attività di dismissione, che possono determinare incrementi temporanei.

In crescita anche i rifiuti pericolosi, passati da 4,3 a 4,6 kg per tonnellata di produzione. Un ulteriore indicatore riguarda le sostanze organiche scarsamente biodegradabili (PBO), la cui incidenza si attesta all’1,9% nel 2025, in lieve aumento rispetto all’1,8% dell’anno precedente. Secondo il report, oltre il 98% delle sostanze chimiche utilizzate risulta biodegradabile.

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