L’attenzione sull’intelligenza artificiale nel retail e in particolare nella Gdo si è concentrata fin qui quasi esclusivamente sull’AI generativa e sull’assistenza al cliente tramite e-commerce chatbot o assistenti virtuali di shopping. Tuttavia, la vera svolta operativa in questo ambito sta avvenendo nei foundation model comportamentali e nelle architetture dati unificate.
Accanto ai tradizionali modelli linguistici emerge oggi una nuova categoria addestrata specificatamente sul comportamento d’acquisto e di consumo. Questi modelli imparano da sequenze di transazioni, carrelli abbandonati, frequenza di riacquisto e preferenze di prodotto. Possono così risolvere casistiche complesse come la raccomandazione iper-personalizzata o la previsione del churn, utilizzando un modello basato su embedding condivisi.
I retailer hanno un notevole vantaggio perché sono in grado di comprendere e anticipare il cliente leggendone il comportamento d’acquisto in tempo reale, consentendo di proporre l’offerta giusta al momento giusto e ottimizzare la loyalty.
L’ottava edizione dell’Innovation Radar di SDG Group delinea a questo proposito un panorama tecnologico in cui foundation model, architetture unificate e sistemi di company brain diventano asset strategici per la competitività nel largo consumo e nel retail.
Le nuove frontiere tecnologiche per il business
La ricerca analizza come le tecnologie stiano trasformando il core business delle imprese attraverso quattro pilastri fondamentali: