Linea di produzione Henkel: riempimento automatico di flaconi in plastica con detergente blu per l'home care.

Etichette digitali, Detergents Europe e Cosmetics Europe chiedono regole comuni

Detergents Europe, Cosmetics Europe ed EuroCommerce tra i firmatari del manifesto che chiede un sistema unico per le informazioni di prodotto, meno duplicazioni e maggiore interoperabilità
Linea di produzione Henkel: riempimento automatico di flaconi in plastica con detergente blu per l'home care.

Le etichette dei prodotti diventano sempre più ricche di informazioni, ma le regole cambiano da un Paese europeo all’altro, complicando il lavoro delle imprese. Per questo, l’industria chiede alla Commissione Ue di accelerare sulla digitalizzazione, puntando su strumenti come i QR code per rendere le informazioni più accessibili ai consumatori e semplificarne la gestione. A sostenere questa richiesta è la Digital Consumer Information Alliance, che riunisce numerose associazioni europee dell’industria e del commercio, tra cui Detergents Europe, Cosmetics Europe ed EuroCommerce. In un documento pubblicato a settembre 2026, la coalizione propone regole comuni per favorire il passaggio alle etichette digitali, ridurre le informazioni da stampare sulle confezioni ed evitare nuovi costi e complicazioni per le aziende.

Regole diverse frenano la digitalizzazione

Secondo la coalizione, uno dei principali ostacoli è la mancanza di regole condivise a livello europeo. Oggi le normative comunitarie prevedono obblighi differenti e, a queste, si aggiungono disposizioni nazionali che in alcuni casi consentono di utilizzare etichette elettroniche, mentre in altri richiedono ancora informazioni stampate sulle confezioni. Una situazione che rende più complessa la gestione dei prodotti destinati a più mercati, soprattutto per le piccole e medie imprese, e che rischia di aumentare i costi e rallentare l’innovazione.

La richiesta arriva mentre l’Unione europea sta introducendo nuovi obblighi legati alla sostenibilità, alla progettazione dei prodotti e agli imballaggi. Tra i provvedimenti richiamati ci sono il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR), quello sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) e le iniziative previste nell’ambito dell‘European Product Act. L’obiettivo della Digital Consumer Information Alliance è evitare che queste nuove disposizioni introducano ulteriori complessità, favorendo invece un sistema di etichettatura più semplice e uniforme in tutta l’Unione europea.

Un solo codice per tutte le informazioni

Una delle principali proposte è racchiusa nel principio “One Product, One EU Data Carrier”, ovvero un prodotto, un unico supporto digitale per accedere alle informazioni richieste dalle diverse normative europee. In pratica, anziché inserire sulla confezione più codici collegati a obblighi differenti, le aziende dovrebbero poter raccogliere tutte le informazioni in un unico punto di accesso. Una soluzione che permetterebbe di semplificare le etichette e rendere più immediata la consultazione da parte dei consumatori.

Per funzionare, tuttavia, i sistemi digitali dovrebbero essere in grado di comunicare tra loro e utilizzare dati strutturati, aggiornati e verificabili. L’Alleanza chiede quindi soluzioni interoperabili, capaci di integrarsi con gli strumenti già utilizzati dalle imprese. Allo stesso tempo, Bruxelles non dovrebbe imporre una tecnologia specifica. QR code, RFID, NFC e applicazioni sono strumenti diversi che le aziende dovrebbero poter scegliere in base alle proprie esigenze e capacità operative. Questa flessibilità, secondo la DCIA, è fondamentale per evitare investimenti eccessivi, soprattutto per le imprese più piccole.

Meno informazioni stampate sulle confezioni

Un altro punto centrale riguarda la quantità crescente di informazioni obbligatorie da riportare sui prodotti. Le aziende devono infatti conciliare nuovi requisiti informativi con la necessità di ridurre gli imballaggi, anche per rispondere agli obiettivi europei di sostenibilità. Per questo, l’Alleanza propone di stabilire, settore per settore, quali informazioni possano essere trasferite esclusivamente in formato digitale, evitando di ripeterle anche sulle confezioni. Le indicazioni essenziali per il consumatore dovrebbero comunque rimanere visibili sul prodotto o sull’imballaggio, mentre i contenuti più dettagliati potrebbero essere consultati attraverso un supporto digitale.

La coalizione invita inoltre a evitare diciture considerate superflue accanto ai codici, come quelle che spiegano di effettuare una scansione per ottenere maggiori informazioni. Tra gli esempi citati nel documento figura anche il regolamento europeo sui detergenti, che prevede un’indicazione per invitare gli acquirenti a consultare online informazioni più complete sul prodotto. Un ulteriore vantaggio riguarda le traduzioni. Le etichette digitali consentirebbero infatti di mettere a disposizione le informazioni in più lingue, facilitando la commercializzazione degli stessi prodotti nei diversi Paesi europei e riducendo la necessità di adattare fisicamente le confezioni a ogni mercato.

Tempi adeguati per accompagnare le imprese

Per rendere possibile il passaggio al digitale, la DCIA sottolinea anche l’importanza di prevedere tempi di adeguamento realistici, soprattutto in presenza di nuovi obblighi come quelli collegati al Passaporto digitale di prodotto (Digital Product Passport). Le aziende devono poter conoscere con sufficiente anticipo quali dati saranno richiesti e disporre del tempo necessario per raccoglierli, organizzarli e renderli disponibili. Questo aspetto assume particolare importanza per le filiere internazionali, nelle quali le informazioni coinvolgono numerosi operatori e fornitori.

L’Alleanza chiede inoltre periodi transitori abbastanza lunghi da consentire alle imprese di esaurire le scorte già presenti sul mercato, evitando di dover eliminare prodotti ancora commercializzabili soltanto perché le confezioni non rispondono ai nuovi requisiti. Alla Commissione europea viene quindi chiesto di accompagnare la transizione con indicazioni chiare e strumenti di supporto, per favorire un’applicazione uniforme delle regole.

Più trasparenza e meno sprechi

Secondo la coalizione, l’etichettatura digitale può offrire vantaggi che vanno oltre la semplificazione normativa. Ridurre le informazioni stampate potrebbe contribuire a diminuire i materiali utilizzati e i rifiuti, mentre la possibilità di aggiornare rapidamente i contenuti permetterebbe alle aziende di gestire le informazioni di prodotto in modo più flessibile. Per i consumatori, l’accesso digitale offrirebbe informazioni più complete, disponibili in diverse lingue e in formati più facilmente consultabili. L’utilizzo di strumenti come il Passaporto digitale di prodotto potrebbe inoltre migliorare la tracciabilità lungo la filiera e contribuire alla lotta contro la contraffazione.

Un cambiamento che interessa direttamente le filiere della detergenza, della cosmetica e del largo consumo, alle prese con un numero crescente di obblighi informativi. Per produttori e distributori, la possibilità di gestire le informazioni attraverso strumenti digitali condivisi potrebbe rappresentare un’importante semplificazione, a condizione che le nuove regole siano chiare, uniformi e sostenibili anche per le imprese di minori dimensioni.

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