Linea di produzione Henkel: riempimento automatico di flaconi in plastica con detergente blu per l'home care.

Federconsumatori: la “shrinkflation” colpisce anche l’home care

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori rileva forti aumenti di prezzo rispetto al 2022. Ammorbidenti e detersivi per piatti guidano i rincari
Linea di produzione Henkel: riempimento automatico di flaconi in plastica con detergente blu per l'home care.

La “shrinkflation” continua a incidere sulla spesa delle famiglie, con effetti particolarmente evidenti nel comparto della cura della casa. Secondo l’ultima rilevazione dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tra i prodotti sottoposti al monitoraggio i rincari occulti più consistenti riguardano infatti detergenti e prodotti per l’igiene personale.

Il fenomeno consiste nella riduzione del contenuto delle confezioni senza una diminuzione proporzionale del prezzo, che nella migliore delle ipotesi resta invariato e in molti casi aumenta. Una forma di inflazione nascosta, difficile da individuare perché il consumatore tende a ricordare il prezzo del prodotto, ma più raramente l’esatta quantità contenuta nella confezione o il costo al chilo o al litro.

Il dato più rilevante riguarda l’ammorbidente, che rispetto al 2022 registra una riduzione della quantità del 12,50%, accompagnata da un aumento del prezzo del 78,85%. Anche il detersivo per piatti evidenzia una dinamica significativa: il contenuto della confezione diminuisce del 5,56%, mentre il prezzo cresce del 50,31%.

Nuovi obblighi informativi dal 15 luglio

Sul piano normativo, la disciplina italiana contro la “shrinkflation” si avvicina all’entrata in vigore. La misura inserita nel DDL Concorrenza, sulla quale Federconsumatori è intervenuta più volte durante le audizioni e nel confronto con il Garante Prezzi, è stata oggetto anche di un intervento della Commissione europea. Salvo ulteriori modifiche, la nuova norma entrerà in vigore il 15 luglio. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha predisposto un nuovo schema di decreto che prevede l’obbligo, per i produttori, di comunicare ai dettaglianti la riduzione della quantità contenuta nella confezione.

I distributori dovranno a loro volta rendere visibile l’informazione ai consumatori, esponendola nei punti vendita fisici oppure indicandola nei canali di vendita online.

L’obbligo informativo si applicherà per un periodo di tre mesi a partire dalla data in cui il prodotto viene commercializzato nella nuova quantità ridotta. La misura punta a rendere più trasparenti le variazioni dei formati, consentendo al consumatore di riconoscere immediatamente i casi in cui la confezione contiene meno prodotto rispetto alla versione precedente. Resta però centrale il ruolo del prezzo per unità di misura, uno degli strumenti più efficaci per confrontare prodotti e formati differenti, ma ancora poco utilizzato da una parte dei consumatori.

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