Rotoli di carta bianca incartati in film plastico trasparente, pronti per l'uso.

Industria cartaria: energia e importazioni mettono a rischio la competitività

Nel 2026 la bolletta energetica del comparto potrebbe salire a 1,3 miliardi di euro. Aumentano le importazioni asiatiche
Rotoli di carta bianca incartati in film plastico trasparente, pronti per l'uso.

L’impennata dei costi energetici e la concorrenza dei produttori extra europei stanno mettendo sotto pressione l’industria cartaria italiana, con ricadute sulla competitività, sulla continuità produttiva e sull’occupazione.

A lanciare l’allarme sono Assocarta e le organizzazioni sindacali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILFPC e UGL Chimici, che chiedono al Governo e alle istituzioni europee interventi immediati e una strategia industriale capace di sostenere il comparto.

“L’aumento incontrollato del costo del gas e delle materie prime rischiano di compromettere seriamente la competitività del settore cartario del nostro Paese che si è sempre distinto per capacità di innovazione, per politiche industriali, per l’occupazione, per l’impulso dato all’economia circolare. È necessario intervenire prima che questo avvenga e segni una crisi irreversibile“, dichiarano Riccardo Saccone e Giulia Guida, rispettivamente Segretario Generale e Segretaria Nazionale di Slc Cgil.

Le richieste al Governo riguardano politiche industriali adeguate, interventi concreti a sostegno delle imprese e dell’occupazione e misure energetiche che mettano il settore al riparo dalla concorrenza degli altri Paesi europei.

Gas, bollette fino a 1,3 miliardi

Il peso dell’energia sui conti delle cartiere è destinato a crescere sensibilmente. Nel 2026 il prezzo del gas è passato da circa 35 euro/MWh a febbraio a circa 80 euro/MWh a settembre, con un incremento del 124%. Una dinamica che potrebbe portare la bolletta annuale del comparto dagli 800 milioni di euro a 1,3 miliardi, facendo salire l’incidenza dell’energia sul fatturato fino al 20% ed oltre.

A rendere ancora più difficile il quadro è la pressione delle importazioni asiatiche di carta e cartone, comprese le carte tissue, cresciute di oltre il 31% nella prima metà dell’anno. I produttori extra europei, non soggetti agli stessi vincoli ambientali imposti dall’Unione europea, possono beneficiare di condizioni competitive differenti, con effetti sulla capacità delle imprese italiane di mantenere quote di mercato.

“Difendere l’industria cartaria italiana significa tutelare lavoro, competitività e futuro della filiera. Servono interventi immediati del Governo e dell’UE sul costo dell’energia per garantire la continuità produttiva e salvaguardare l’occupazione. La transizione energetica deve essere sostenibile anche economicamente e socialmente, senza penalizzare imprese e lavoratori“, afferma Enzo Valente, Segretario Nazionale UGL Chimici Carta e Stampa.

Cassa integrazione e rischio fermate produttive

Le difficoltà hanno già conseguenze sul fronte occupazionale. Per il 2026 si stima un aumento delle ore autorizzate di cassa integrazione fino a 7 milioni, per un costo di circa 58 milioni di euro a carico dell’INPS. Il timore è che la pressione sui margini si traduca in nuove fermate degli impianti, ristrutturazioni e perdita di posti di lavoro, con ripercussioni sull’intera filiera.

Il comparto cartario italiano conta circa 8 milioni di tonnellate di produzione annua, quasi 8 miliardi di euro di fatturato e 18.700 addetti distribuiti in 151 cartiere. Considerando anche trasformazione, grafica e tecnologie collegate, la filiera supera i 26 miliardi di euro di valore e coinvolge circa 162.000 lavoratori.

“Interventi mirati a sostegno dell’industria cartaria italiana sono, a nostro avviso, doverosi, considerando che si tratta di un settore che ha sempre saputo coniugare la difesa dell’occupazione con la sostenibilità ambientale“, dichiara Paolo Gallo, Segretario Nazionale della FISTEL CISL.

“L’economia circolare non deve essere soltanto uno slogan, ma una politica da attuare con continuità e concretezza“, aggiunge Alessandro Faraoni, Segretario Generale della FISTEL CISL.

Transizione ambientale, investimenti da tutelare

La competitività delle cartiere riguarda anche il percorso di decarbonizzazione e i risultati raggiunti sul fronte ambientale. Nel 2025 il tasso di riciclo di carta e cartone ha raggiunto il 66,3%, mentre quello dell’acqua si è attestato al 99%. Risultati che fanno dell’industria cartaria uno dei protagonisti dell’economia circolare italiana e che rischiano di essere compromessi se le imprese non disporranno delle risorse necessarie per sostenere investimenti e innovazione.

“Senza interventi urgenti sul costo dell’energia e sulle politiche ETS, rischiamo di compromettere il futuro di migliaia di lavoratori e i risultati straordinari raggiunti nell’economia circolare. Il sostegno all’industria cartaria non è un privilegio, ma un atto doveroso per proteggere la nostra manifattura e la sostenibilità del Paese“, dichiara Roberto Retrosi della Segreteria Nazionale UILFPC.

Le richieste a Governo e Unione europea

Assocarta e sindacati chiedono misure immediate per ridurre il costo del gas, dare piena attuazione alle disposizioni del DL Bollette e garantire forniture energetiche competitive alle imprese energivore. 

“Competitività industriale, tutela del lavoro e transizione ambientale devono procedere insieme“, sottolineano le parti, chiedendo l’apertura di un confronto urgente con il Governo. L’obiettivo è superare gli interventi frammentati e costruire una strategia energetica e industriale capace di garantire costi sostenibili, investimenti e occupazione.

“La posta in gioco – concludono – non riguarda soltanto la tenuta delle cartiere, ma la salvaguardia di un patrimonio produttivo strategico, dell’economia circolare e del futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori“.

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