Addetto retail con tablet analizza scaffali in un supermercato: AI nel retail e gestione scorte.

AI nel retail, l’utilizzo sale dal 39% al 65% in un anno

L’analisi di Netskope evidenzia come la crescente adozione di sistemi intelligenti esponga a rischi le informazioni riservate e il codice sorgente delle aziende
Addetto retail con tablet analizza scaffali in un supermercato: AI nel retail e gestione scorte.

La grande distribuzione sta vivendo una fase di profonda trasformazione digitale, con l’integrazione dell’intelligenza artificiale che ha raggiunto tassi di adozione senza precedenti. Tuttavia, questa accelerazione tecnologica porta con sé nuove sfide sul fronte della sicurezza informatica.

Secondo il recente Netskope Threat Labs Retail Report 2026, le informazioni regolamentate, tra cui dati personali e finanziari, costituiscono il 56% delle violazioni delle policy aziendali legate all’uso dell’AI.

L’utilizzo di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale nel comparto retail è passato dal 39% al 65% in soli dodici mesi, con una quota del 97% di addetti che impiegano strumenti dotati di funzioni AI. Se da un lato i retailer stanno correndo ai ripari centralizzando il controllo delle licenze, con l’adozione di piattaforme gestite passata dal 40% al 73%, dall’altro permane un uso significativo di strumenti personali (44%), che complica la segregazione dei dati aziendali.

Grafico a barre sull'adozione dell'AI nel retail: app più usate come ChatGPT, Claude e Gemini, con percentuali dal 96% al 59%.

Rischi emergenti e complessità infrastrutturale

La sfida per i manager della Gdo non è più solo limitare l’accesso, ma governare l’interazione dei modelli con i sistemi aziendali. L’incremento del 400% nell’uso di server Model Context Protocol (MCP) rende necessaria una visibilità granulare sui flussi informativi.

Grafico violazioni policy dati nel retail: dati regolamentati 56%, codice sorgente 20%, password e chiavi 16%, proprietà intellettuale 8%

Come sottolinea Gianpietro Cutolo, Cloud threat researcher Netskope, “il nodo centrale resta la capacità di conciliare la velocità di innovazione con la protezione del patrimonio informativo. Le minacce si evolvono rapidamente: le esche malevole a tema AI sono quadruplicate, confermando che il fattore umano rimane l’anello debole della catena di sicurezza nel moderno ecosistema retail“.

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