Stefano Silva, Consigliere Delegato alle Operations di Gruppo Desa, ritratto in un ambiente industriale professionale.

Gruppo DESA, risultati e novità nel secondo Bilancio di Sostenibilità

Introdotta l’Assurance volontaria, avviata la rendicontazione delle emissioni secondo il GHG Protocol e raggiunti importanti risultati energetici
Stefano Silva, Consigliere Delegato alle Operations di Gruppo Desa, ritratto in un ambiente industriale professionale.

Gruppo DESA pubblica il secondo Bilancio di Sostenibilità e rafforza il proprio impegno verso l’ambiente e tutti gli stakeholder. “Non si tratta di un semplice esercizio di compliance – commenta Stefano Silva, Consigliere delegato alle operations Gruppo DESAma di un tassello strategico per il nostro posizionamento competitivo e reputazionale. Riteniamo che l’obiettivo più importante sia la trasparenza radicale e misurabile nei confronti di tutti i nostri stakeholder — inclusi i collaboratori, le nostre comunità locali, i partner finanziari, la rete commerciale e, soprattutto, i nostri consumatori”.

Rispetto al primo report, questo secondo documento introduce, infatti, importanti evoluzioni metodologiche e operative. La principale novità risiede nell’integrazione strutturale delle metriche Esg all’interno del Gruppo.

A livello di risultati e impegno, i miglioramenti riguardano la riduzione del 18% nei consumi di vapore nell’esercizio 2025, grazie a interventi di efficientamento, recupero termico e isolamento delle reti di distribuzione termica negli impianti; l’integrazione della metodologia LCA (Life Cycle Assessment) nei processi di Ricerca & Sviluppo, che consente di misurare l’impatto ambientale delle scelte messe in atto dall’azienda nello sviluppo formulativo e del packaging prima della loro industrializzazione; lo sviluppo di una filiera tracciata, con l’avvio del progetto per la valutazione delle performance Esg dei fornitori tramite la collaborazione con la piattaforma EcoVadis; il calcolo delle emissioni di gas serra (GHG – Scope 1, 2 e 3) per gli anni 2024 e 2025, così da individuare le aree in cui focalizzare lo sviluppo del Piano di Decarbonizzazione.

Governance, un quadro solido

La sostenibilità economica del Gruppo è il pilastro portante di tutto il processo di transizione ecologica e sociale. “I dati economico-finanziari chiave del 2025 – illustra Silva – evidenziano una crescita solida (+7% del fatturato vs 2024), una straordinaria efficienza operativa (Ebitda superiore al 27%) e una redditività in continuo aumento (margine Ebitda +160 punti base vs 2024). La crescita dei ricavi a 464 milioni di euro è stata trainata dall’eccezionale performance dei volumi nel settore cura casa e persona, che hanno raggiunto la quota record di 274 milioni di flaconi venduti (+11 milioni rispetto al 2024). A livello geografico, l’export complessivo è aumentato del 16%, spinto dall’accelerazione straordinaria sul mercato francese e dalla solida crescita in Cina (+12%), che si conferma il primo mercato estero del gruppo”.

Gamma di prodotti ecologici Chanteclair Vert: ecodetersivi, ammorbidenti e detersivo piatti sostenibili Gruppo DESA.

Risultati brillanti che consentono di guardare con determinazione al nuovo Piano Industriale 2027-2034, che prevede investimenti strategici volti a supportare l’automazione e la crescita del fatturato. Tra gli interventi spicca l’investimento per la costruzione dei nuovi magazzini automatici a Sant’Agata Bolognese, che ottimizzerà la logistica riducendo i passaggi su gomma e abbattendo l’impronta carbonica della nostra distribuzione.

A fungere da importante acceleratore del percorso green è stato anche l’ingresso del fondo internazionale di private equity Azzurra Capital nel capitale di Gruppo Desa nel 2023. “Azzurra Capital partecipa attivamente alle decisioni strategiche del nostro Comitato di Sostenibilità, facilitando l’adozione delle migliori best practice di mercato. Inoltre, supporta attivamente il nostro imponente piano di investimenti industriali per il rafforzamento della capacità logistica automatizzata, assicurando che ogni euro investito rispetti rigorosi criteri di sostenibilità e ritorno di valore di lungo termine”, spiega Silva.

Energia ed emissioni superano i test

Nel 2025 i consumi energetici complessivi del Gruppo si sono attestati a 48.787 MWh, in linea con la crescita dei volumi produttivi. Tra i principali risultati raggiunti, si evidenzia l’aumento del 103% dell’energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili rispetto al 2024, raggiungendo 480 MWh, insieme all’utilizzo di 2.404 MWh di energia elettrica acquistata con Garanzie di Origine, a supporto del progressivo incremento del ricorso a fonti energetiche rinnovabili. Sul fronte dell’efficienza dei processi, si registra inoltre una riduzione del 18% dei consumi di vapore rispetto all’anno precedente.

Impianto fotovoltaico sul tetto dello stabilimento Gruppo DESA per la sostenibilità energetica aziendale.

Parallelamente, le emissioni indirette associate all’energia acquistata (Scope 2 Market-based) si sono ridotte del 15% rispetto al 2024, grazie agli interventi di efficientamento energetico e all’incremento dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Il Gruppo ha inoltre registrato una riduzione del 5,8% dell’intensità emissiva, confermando un miglioramento dell’efficienza ambientale in relazione alla crescita del business.

Eco-design e chimica verde, i motori della R&S

Per le formulazioni l’azienda si muove da un lato verso la sostituzione progressiva di tensioattivi e solventi di origine sintetica con materie prime di origine vegetale, biodegradabili e provenienti da fonti rinnovabili; dall’altro sviluppando formule ad alta concentrazione che permettano di ridurre significativamente i dosaggi, riducendo di conseguenza i volumi di imballaggi necessari e le emissioni di CO2 collegate al trasporto.

Per gli imballaggi, invece, sono tre i driver principali che seguiamo – aggiunge Silva -. Incremento della plastica riciclata: i nostri flaconi integrano percentuali crescenti di HDPE riciclato post-consumo; sistemi di ricarica: abbiamo un forte focus sullo sviluppo di buste e ricariche flessibili (ecoricariche), che consentono un importante risparmio di plastica rispetto al flacone rigido tradizionale; mono-materialità ed eco-design: cerchiamo di eliminare gli accoppiati plastici multistrato non riciclabili a favore di soluzioni a singolo polimero così da agevolare la riciclabilità dei nostri imballaggi”.

La collaborazione con EY rafforza la trasparenza

Il nuovo Bilancio di Sostenibilità, redatto in conformità allo standard sviluppato dalla Commissione Europea per la rendicontazione volontaria delle performance non finanziarie (VSME), è stato sottoposto ad Assurance da parte di EY. “L’attività di assurance indipendente è stata per noi uno stimolo fondamentale di miglioramento continuo – precisa Silva -. Come in ogni primo ciclo strutturato di rendicontazione, l’audit ha fatto emergere la necessità di standardizzare e automatizzare la raccolta dei dati non finanziari, che storicamente risultavano più frammentati rispetto alle procedure contabili consolidate. Abbiamo reagito prontamente implementando un piano strutturato in tre direzioni: digitalizzazione ESG, formalizzazione delle procedure attraverso un manuale interno per la reportistica ESG e formazione continua del personale con sessioni dedicate alle risorse operanti sui dati ESG nei quattro stabilimenti produttivi e nelle funzioni corporate per sensibilizzare sull’importanza della precisione e tempestività nella rilevazione dei dati ESG”.

Una catena di fornitura qualificata

La sostenibilità passa anche dalla capacità di garantire una catena di fornitura solida, affidabile e coerente con i principi aziendali di qualità, tutela ambientale e responsabilità. “Per questo – spiega Silva – abbiamo adottato un sistema strutturato di qualificazione e valutazione dei fornitori. Il processo di qualifica integra diversi strumenti di verifica. In primo luogo richiediamo e monitoriamo costantemente la validità di certificazioni internazionalmente riconosciute come ISO 9001 (qualità) e la ISO 14001 (ambiente). A questa attività si affiancano gli audit di seconda parte presso i fornitori strategici condotti periodicamente dal nostro team Qualità. Infine, nel 2025 abbiamo introdotto una specifica analisi delle performance Esg dei fornitori attraverso la piattaforma EcoVadis. L’attività ha interessato fornitori rappresentativi di oltre il 95% del nostro volume di spesa, consentendoci di ampliare la visione sui rischi e sulle opportunità connessi alla nostra catena di fornitura. Nel caso in cui un fornitore evidenzi scostamenti o non conformità rispetto ai nostri standard, invece di procedere a una cancellazione immediata, che potrebbe destabilizzare la filiera, definiamo congiuntamente al fornitore un piano di azioni correttive con scadenze temporali stringenti per sanare le criticità riscontrate e supportiamo il fornitore per facilitare il suo adeguamento alle nostre richieste. Qualora il fornitore si rifiuti di collaborare o qualora si evidenzino violazioni gravissime e non tollerabili (evenienze mai occorse fino ad ora), prevediamo di procedere a una sospensione immediata dall’albo dei fornitori qualificati”.

I progetti sociali

Nel 2025 Gruppo DESA ha proseguito il proprio impegno a favore delle comunità e territori in cui opera, sostenendo iniziative ambientali, sociali ed educative. Dalla rigenerazione del territorio con il progetto Agroforesta di Caravaggio, al sostegno alla lotta contro i tumori, fino ai programmi di formazione in Burkina Faso e alla sensibilizzazione sulla biodiversità nelle scuole attraverso 3Bee, il Gruppo ha promosso azioni concrete volte a creare valore condiviso, rafforzando il legame con persone, comunità e ambiente.

In questo percorso si inserisce anche il progetto ‘L’Oasi della Biodiversità’ che, realizzato da Apropos in collaborazione con 3Bee, ha continuato a unire rigenerazione ambientale, monitoraggio tecnologico e sensibilizzazione delle nuove generazioni. Attraverso l’adozione di 600 piante nettarifere distribuite in oasi di biodiversità in Sardegna, Sicilia, Lombardia, Basilicata, Puglia ed Emilia-Romagna, l’iniziativa ha contribuito alla creazione di un corridoio ecologico privato per gli impollinatori e al sequestro stimato di circa 1.669 kg di CO2 e nei primi sette anni.

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