Assortimento di prodotti per la pulizia della casa e bucato dei marchi P&G come Tide, Ariel, Downy, Gain e Dash.

P&G: vendite solide, consumi ancora deboli

La multinazionale archivia l’esercizio 2026 in un mercato caratterizzato da consumatori più attenti al prezzo
Assortimento di prodotti per la pulizia della casa e bucato dei marchi P&G come Tide, Ariel, Downy, Gain e Dash.

Procter & Gamble chiude l’anno fiscale 2026 in un mercato del largo consumo ancora caratterizzato da una forte attenzione al rapporto qualità-prezzo. I ricavi netti sono pari a 87 miliardi di dollari, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente. Le vendite organiche sono cresciute dell’1%.

Nonostante la pressione sulla domanda, P&G ha mantenuto una buona tenuta del business grazie alla forza del proprio portafoglio e al miglioramento della produttività. Il Direttore finanziario Andre Schulten ha definito il risultato raggiunto nel corso dell’esercizio “il dato di produttività più alto degli ultimi dieci anni”.

A livello di singole divisioni, il Beauty si conferma il comparto più dinamico, con ricavi pari a 16,023 miliardi di dollari, in crescita del 7%. L’incremento è trainato principalmente dai volumi, che segnano un +4%, a cui si aggiungono il contributo dei cambi (+2%) e un miglioramento del prezzo-mix (+1%). Sul fronte della redditività, l’utile ante imposte cresce dell’1%, mentre l’utile netto registra una lieve flessione del 2%.

Il Grooming raggiunge 6,918 miliardi di dollari di vendite, in aumento del 4%, nonostante una contrazione dei volumi dell’1%. La crescita è infatti sostenuta dall’effetto cambi (+3%) e dal prezzo-mix (+2%). L’utile prima delle imposte cresce dell’1%, mentre l’utile netto diminuisce del 3%.

Anche l’Health Care chiude l’anno con una crescita del 4%, portando i ricavi a 12,456 miliardi di dollari. In questo caso, i volumi risultano in calo del 2%, ma vengono compensati da un aumento dei prezzi (+2%) e da un impatto favorevole dei cambi (+3%), oltre a un contributo marginale di altri fattori (+1%). L’utile ante imposte resta stabile, mentre l’utile netto segna una lieve flessione dell’1%.

La divisione Fabric & Home Care, che rappresenta il principale contributore al fatturato con 30,314 miliardi di dollari, registra una crescita più contenuta, pari al 2%. La performance è sostenuta da un incremento dei prezzi (+1%) e da un effetto cambi positivo (+1%), a fronte di volumi sostanzialmente stabili. La redditività risulta in contrazione, con un calo del 2% dell’utile ante imposte e del 4% dell’utile netto.

Infine, il segmento Baby, Feminine & Family Care mostra una crescita limitata all’1%, con vendite pari a 20,401 miliardi di dollari. I volumi risultano in diminuzione dell’1%, mentre il contributo dei cambi (+2%) compensa solo in parte la debolezza della domanda, con un effetto prezzo sostanzialmente neutro. L’utile prima delle imposte scende dell’1% e l’utile netto del 2%.

Q2, crescita moderata trainata da prezzi e cambi

Nel trimestre chiuso al 30 giugno 2026, il gruppo registra vendite nette pari a 21,2 miliardi di dollari, in crescita del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte però di una contrazione della redditività: l’utile prima delle imposte cala del 13% e l’utile netto del 15%.

Guardando alle singole divisioni, il Beauty si conferma il principale motore di crescita, in aumento del 6%. La crescita è sostenuta soprattutto dai volumi, che segnano un incremento del 3%, a cui si aggiunge un contributo positivo del prezzo-mix (+1%) e dell’effetto cambi (+2%). Nonostante la dinamica commerciale favorevole, la redditività risulta in flessione, con l’utile ante imposte in calo del 17% e l’utile netto del 19%. Nel Grooming le vendite registrano un incremento più contenuto dell’1%. In questo caso, i volumi risultano in lieve calo (-1%), compensati da un miglioramento del prezzo-mix (+1%) e da un contributo positivo dei cambi (+1%). Anche qui si osserva una contrazione della profittabilità, con utile ante imposte in diminuzione del 10% e utile netto del 15%. Performance analoga per l’Health Care, che cresce dell’1%.

La divisione Fabric & Home Care, che rappresenta il principale contributore in termini di fatturato con 7,432 miliardi di dollari, segna una crescita dell’1%, interamente sostenuta dai volumi (+1%), con un contributo neutro delle altre leve. Anche in questo caso, la redditività è in diminuzione, con utile ante imposte a -9% e utile netto a -10%.

In flessione, invece, il segmento Baby, Feminine & Family Care, che registra vendite in calo dell’1%. I volumi risultano negativi (-1%) e il contributo dei prezzi è anch’esso leggermente negativo (-1%), solo in parte compensati dall’effetto cambi (+1%). L’utile ante imposte cala dell’11% e l’utile netto del 13%. Nel complesso, la crescita del gruppo appare guidata principalmente da un contributo positivo dei prezzi e dei cambi (+1% ciascuno), mentre la componente volumi risulta sostanzialmente stabile, evidenziando una dinamica eterogenea tra le diverse categorie.

Previsioni prudenti per il 2027

Per il prossimo anno fiscale la multinazionale non prevede una ripresa significativa della domanda. La società stima per il 2027 una crescita delle vendite complessive compresa tra l’1% e il 3% rispetto all’anno precedente. A incidere sulle prospettive saranno soprattutto le pressioni sui costi. La multinazionale prevede, infatti, un impatto negativo di circa 1 miliardo di dollari al netto delle imposte legato all’aumento dei costi di materie prime, energia e trasporti. Considerando anche maggiori oneri finanziari netti, minori ricavi non operativi e l’effetto sfavorevole dei cambi, il gruppo stima un calo dell’8% dell’utile per azione nel 2027, pari a 56 centesimi.

Sul fronte della governance, P&G ha inoltre annunciato che l’amministratore delegato Shailesh Jejurikar assumerà anche la carica di presidente del consiglio di amministrazione dal prossimo 1° agosto, subentrando all’ex CEO Jon Moeller.

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