Tappi colorati di bottiglie. Ecopack CONAI per ecodesign imballaggi.

Ecopack 2026: al via il bando CONAI per l’ecodesign degli imballaggi

L'iniziativa premia le imprese che riescono ad integrare la sostenibilità nella progettazione del packaging
Tappi colorati di bottiglie. Ecopack CONAI per ecodesign imballaggi.

Ritorna l’appuntamento con Ecopack, il bando per l’ecodesign degli imballaggi giunto alla sua tredicesima edizione. Promosso da CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, l’iniziativa si rivolge alle aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi che, nel corso del biennio 2024-2025, hanno riprogettato i propri packaging con un approccio orientato all’innovazione, all’efficienza e alla riduzione dell’impatto ambientale. La raccolta delle candidature è aperta dal 3 marzo al 30 aprile 2026.

L’obiettivo che muove l’iniziativa è chiaro: valorizzare le soluzioni di imballaggi a minore impatto immesse sul mercato nazionale, offrendo un riconoscimento concreto alle imprese che hanno scelto di fare della sostenibilità non un’opzione accessoria, ma un elemento strutturale della propria strategia industriale. In un contesto europeo sempre più orientato verso l’economia circolare, Ecopack si conferma come uno strumento di orientamento e stimolo per l’intero comparto.

Nove leve per ripensare il packaging

La sfida si articola su nove leve di ecodesign, che tracciano le direzioni entro cui le imprese sono chiamate a muoversi: riutilizzo, ricarica, facilitazione delle attività di riciclo, utilizzo di materiale riciclato o recuperato, risparmio di materia prima, riduzione dell’impiego di materia vergine, ottimizzazione dei processi produttivi, miglioramento della logistica e semplificazione del sistema imballo. Un ventaglio ampio, pensato per intercettare le diverse traiettorie dell’innovazione di packaging, indipendentemente dal settore merceologico o dal materiale utilizzato.

Possono essere candidati imballaggi realizzati in tutti i principali materiali – acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro – e non è previsto alcun limite al numero di casi presentabili, a condizione che si tratti di formati differenti per gli imballaggi primari o di interventi di ecodesign distinti per quelli secondari e terziari. Una scelta progettuale che invita le aziende a portare in gara l’intero spettro delle proprie innovazioni, senza doversi limitare alla soluzione di punta.

Seicentomila euro per premiare chi innova

Anche per l’edizione 2026 il montepremi complessivo ammonta a 600.000 euro. La distribuzione dei fondi segue una logica premiante e differenziata: 550.000 euro saranno ripartiti tra tutti i casi ammessi in proporzione al punteggio ottenuto, mentre i restanti 50.000 euro finanzieranno cinque super premi da 10.000 euro ciascuno, destinati alle soluzioni ritenute più virtuose sotto il profilo dell’economia circolare. Una struttura che consente di valorizzare tanto la qualità assoluta delle soluzioni eccellenti quanto l’ampiezza dell’impegno diffuso nel sistema produttivo.

A illustrare il senso dell’iniziativa è Simona Fontana, Direttrice generale CONAI: “Ogni edizione di Ecopack è un nuovo traguardo verso un sistema produttivo più sostenibile. Premiare le imprese che investono in innovazione sostenibile è il nostro modo di valorizzare chi sta giocando una partita decisiva per il futuro”.

Valutazione LCA e verifica indipendente: il metodo della trasparenza

La valutazione delle proposte si fonda su criteri scientifici e metodologie consolidate. Ogni candidatura sarà sottoposta ad analisi del ciclo di vita (LCA) tramite l’Eco Tool CONAI e verificata dal Comitato tecnico per la conformità ai requisiti regolamentari. I cinque super premi saranno invece assegnati da un Comitato tecnico allargato, composto anche da esperti esterni, a garanzia di una valutazione plurale e indipendente.

Per essere ammessi alla graduatoria, gli interventi dovranno dimostrare – nel confronto tra l’imballaggio “prima” e quello “dopo” la riprogettazione – benefici ambientali su almeno due dei tre indicatori LCA considerati: risparmio energetico, riduzione dei consumi idrici e diminuzione delle emissioni di CO₂. Un requisito che garantisce la solidità scientifica delle candidature e orienta le imprese verso un approccio sistemico alla sostenibilità, piuttosto che a interventi circoscritti.

Come nelle precedenti edizioni, le procedure di analisi saranno sottoposte alla verifica di un ente terzo di certificazione, a ulteriore tutela della trasparenza del processo. I risultati saranno resi pubblici a novembre 2026, in occasione dell’evento di premiazione che tradizionalmente chiude il ciclo del bando e restituisce visibilità alle imprese più meritevoli.

© Riproduzione riservata