Risultati P&G: detersivi Tide, Dash, Ariel, Lenor, Gain, Downy e Bounce. Prodotti per la pulizia casa.

P&G: ricavi trimestrali sotto le attese, i consumi USA frenano la crescita

La multinazionale chiude il secondo trimestre con ricavi leggermente sotto le attese di Wall Street; l’utile supera le stime
Risultati P&G: detersivi Tide, Dash, Ariel, Lenor, Gain, Downy e Bounce. Prodotti per la pulizia casa.

Procter & Gamble ha registrato nel secondo trimestre ricavi inferiori alle aspettative degli analisti, frenati dalla debole spesa dei consumatori statunitensi in categorie chiave come detersivi per bucato e carta per la casa. La performance ha in parte oscurato la solidità del comparto beauty, che continua a mostrare segnali di resilienza.

Nei tre mesi conclusi il 31 dicembre, il colosso dei beni di consumo ha riportato vendite nette per 22,21 miliardi di dollari, leggermente al di sotto delle stime di 22,28 miliardi. L’utile rettificato, invece, ha superato le previsioni, offrendo un quadro complessivamente misto per un gruppo spesso considerato un indicatore della salute del settore.

Il contesto macroeconomico resta complesso. Le famiglie a basso reddito hanno ridotto la spesa anche per i beni essenziali, complice l’elevato livello dei prezzi, un mercato del lavoro più debole e una diffusa incertezza geopolitica. A pesare ulteriormente è stato anche lo shutdown governativo, che tra ottobre e novembre ha ritardato i pagamenti dell’assistenza alimentare.

Il margine lordo core di P&G è sceso per il quinto trimestre consecutivo, penalizzato dall’impatto dei dazi doganali e dagli investimenti in nuovi formati di confezionamento pensati per attrarre consumatori più sensibili al prezzo.

Volumi in calo, Home Care debole

Nel complesso, i volumi di vendita sono diminuiti dell’1% nel trimestre, con flessioni in tre delle cinque categorie monitorate dal gruppo. L’unica eccezione è stata il settore beauty, che ha continuato a crescere. I prezzi medi sono aumentati dell’1%.

P&G ha inoltre ritoccato verso l’alto i prezzi di alcuni prodotti per compensare l’impatto dei dazi sulle importazioni introdotti dall’amministrazione Trump. Prezzi più elevati e innovazioni nei segmenti hair e personal care, che includono marchi come Pantene e Olay, hanno sostenuto una crescita dei volumi del 3% nel beauty, che rappresenta circa il 18% delle vendite totali del gruppo.

Le vendite del segmento Tessuti e Cura della Casa sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente. Il segmento Baby, Feminine and Family Care diminuisce del 4% rispetto all’anno precedente.

Il settore della cura della persona di P&G, che comprende i rasoi Gillette e Venus, ha registrato un calo del 2% a volume. Baby Care, Feminine e Family Care ha registrato il calo più marcato della domanda, con un calo del volume del 5% nel trimestre.

Outlook confermato

La società ha confermato gli obiettivi annuali per utili core e vendite, segnalando fiducia nella traiettoria complessiva dell’esercizio. Tuttavia, ha ridotto il target di crescita annuale dell’utile netto per azione a un intervallo compreso tra l’1% e il 6%, dal precedente 3%-9%, a causa di maggiori costi di ristrutturazione.

Negli ultimi anni il gruppo ha accelerato la razionalizzazione delle attività, dismettendo business meno performanti, come i saponi per bucato in India e nelle Filippine, per adattare il portafoglio ai cambiamenti dei consumi nei mercati esteri. In questo contesto, P&G prevede di tagliare circa 7.000 posizioni non manifatturiere nell’arco di due anni.

Commentando i risultati, il nuovo amministratore delegato Shailesh Jejurikar, in carica dal 1° gennaio, ha sottolineato che l’azienda resta sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi annuali, nonostante un contesto difficile sia per i consumatori sia sul fronte geopolitico.

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